Prolasso utero-vaginale

Il prolasso utero-vaginale è determinato dalla discesa degli organi pelvici (vescica, utero, intestino o retto) attraverso la vagina.
L’International Continence Society (ICS) definisce il prolasso utero-vaginale misurando la discesa di segmenti specifici rispetto all’imene.
Pertanto il grado di un prolasso utero-vaginale è misurato in base alla discesa dell'organo rispetto all'orifizio vaginale.

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Fattori di rischio per il prolasso utero-vaginale

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Prlasso utero-vaginale: sintomi comuni

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Quando si opera un prolasso utero-vaginale?

Abitualmente un prolasso utero-vaginale si opera per uno stadio superiore al 3°, ossia quando l'organo prolassato fuoriesce dalla vagina o quando è presente uno stadio di 2° grado sintomatico (forte residuo urinario dopo aver svuotato la vescica, forti sintomi infiammatori vulvo-vaginali associati a cistiti recidivanti, ecc.).

Le tecniche chirurgiche

quasi unanimemente accettato che il primo approccio chirurgico deve essere effettuato con la chirurgia fasciale (senza utilizzo di materiale protesico). Vengono in questo modo utilizzati i legamenti e le fascie di sospensione degli organi pelvici. Con opportune tecniche chirugiche vengono ristabiliti gli opprtuni livelli di sospensione degli organi pelvici. Nei casi di recidiva può essere utilizzata anche una chirurgia di tipo protesico.